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Alfonso Fratteggiani Bianchi
La peculiarità delle opere dell’artista umbro Alfonso Fratteggiani
Bianchi è la ricerca del colore.
Molte opere del XX secolo hanno approfondito questa tematica, dando vita
a una serie di opere definite "monocromi", continuando una ricerca
estetica le cui radici possono essere collocate fin dagli inizi dell'Impressionismo
francese per poi continuare con le ricerche di Yves Klein, di Ryman.
L'originalità del lavoro di Fratteggiani consiste nell'avere ulteriormente
indagato questa linea di ricerca, mostrando il colore allo stato puro.
E' stato un lungo cammino che alla fine ha trovato una soluzione ottimale:
il colore posto direttamente su di un supporto in pietra, senza l'uso di
collanti che ne alteri l'intensità cromatica.
Era necessario avere la superficie di un materiale che nelle sue piccolissime
cavità trattenesse in modo stabile i finissimi granuli puntiformi
del pigmento. Superfice ideale che l’artista ha individuato nella
pietra serena, tipica della sua Umbria. Un'altra caratteristica di questi
quadri è il modo in cui sono fatti.
L'artista non adopera pennelli o altri strumenti. Il colore è steso
con un dito della mano destra. Per farlo aderire alla superficie liscia
della pietra è necessaria una pressione molto delicata per fare penetrare
il colore. Se è troppo forte, il colore si accumula ma non penetra
e poi cade.
Sono stati necessari 3000 anni di storia dell'arte per fare maturare le
condizioni che rendono possibile questa arte, che per la prima volta ha
dato al colore la possibilità di esprimere tutta la sua potente bellezza.
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