Siti Archeologici: Bettona
.: La città sorge su una "terrazza naturale", che domina
la Valle Umbra percorsa dai fiumi Chiascio e Topino e permette di vedere
Assisi, Spello, Santa Maria degli Angeli, Cannara, Bevagna, Bastia, Torgiano
e Perugia. Giustamente fu scelta dagli Etruschi per costruire una città,
di cui numerosi reperti archeologici, fra le quali le mura urbiche, testimoniano
ancora oggi l'insediamento originario.
Incerto è l'etimo del nome: c'è chi dice "Beth-ona"
che in fenicio significa "casa maritale"; altri dicono "
Vetus" estendendo il termine anche al linguaggio etrusco, donde "Vetumna"
avrà voluto significare "paese degli antichi", cioè
di popoli preesistenti alla venuta degli Etruschi. Nella Tavola Peutingeriana
è chiamata Vettona, mentre Plinio il Vecchio nella rassegna dei popoli dell'Umbria
chiama i bettonesi "Vettonenses". Quando l'Umbria passò sotto il dominio
romano, Bettona fu ascritta alle colonie Clusturmina e Lemonia e fu municipio.
Mura etrusche
Doveva svolgersi per circa 1 km. con un tracciato lenticolare che racchiudeva
il centro urbano; tale tracciato, che rivela necessità difensive,
si trova attestato in Umbria anche nelle città di Spello ed Assisi.
La tecnica di costruzione è omogenea: opera quadrata realizzata con
blocchi squadrati di pietra arenaria locale di varie dimensioni, che si
alternano a maggiori e minori altezze con scaglie di calzatura, disposti
in filari orizzontali a formare una struttura di tipo pseudoisodomo.
I blocchi parallelepipedi, a volte trapezoidali tagliati con cura, sono
allettati secondo assise orizzontali; quelli in migliore stato di conservazione
presentano sulla facciavista i segni della lavorazione e in rari casi tracce
di un bugnato a parte rustica semplice.
I profili dei giunti verticali sono diritti con spigoli vivi perfettamente
combacianti.
Allo stato attuale sono invece visibili i seguenti tratti:
Tratto ad angolo retto presso Viale Roma e Porta Vittorio Emanuele. Il tratto
lungo la strada poggia direttamente su di un banco di arenaria. Forma un
angolo retto con un’altra parte di muro i cui filari inferiori sono
parzialmente coperti dalla piazzetta antistante l’ingresso al centro
abitato. Un ulteriore tratto, anche se rimaneggiato da recenti manomissioni,
è leggibile in corrispondenza di Porta Romana. Si tratta di tre filari
che si inseriscono negli avancorpi laterali della porta. Il tratto, dopo
una breve interruzione, prosegue con altri tre filari orizzontali di blocchi
ben conservati con i profili dei giunti combacianti, nonostante le evidenti
stuccature moderne.
Non esistono allo stato attuale elementi che permettano di datare con esattezza
la cinta muraria. Il raffronto però con le mura di Todi, Assisi ed
in particolare Perugia fa propendere per una cronologia che non scenda oltre
il III sec. a. C.
Sulla strada per Perugia, in frazione Colle, è visibile una tomba
etrusca interamente costruita in arenaria locale; le pareti sono rivestite
da un duplice paramento di blocchi perfettamente squadrati e commessi a
secco. Del rivestimento originario esterno si conservano cinque filari.
Si accede alla tomba da un piccolo dromos con le pareti laterali costituite
da filari regolari corrispondenti ai blocchi del rivestimento interno e
due gradini in gran parte originari. Immediatamente prima della soglia di
ingresso è visibile un foro per il deflusso delle acque, un altro
corrispondente è nel primo lastrone del piano pavimentale, entrambi
servivano per convogliare le acque in un vano di raccolta sotterraneo, in
corrispondenza dell'ingresso. L'accesso è a tutto sesto con un alto
architrave arcuato e dal profilo irregolare. La tomba si presentava al momento
del rinvenimento già depredata e con i materiali in posizione sconvolta;
tuttavia grazie al corredo superstite, costituito da urnette, oreficerie,
bronzi, vetri, a volte in precario stato di conservazione, è possibile
ipotizzare una continuità d'uso dalla metà del III fino al
I sec. d.C.
Nell'area compresa tra l'attuale strada provinciale Colle-Passaggio e l'ansa
del Chiascio era ubicata la necropoli di Bettona, di cui si notizia dalle
fonti antiche.
Testi tratti dal sito della
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per i Beni Archeologici dell'Umbria, dietro autorizzazione della stessa.