Siti Archeologici: Bevagna
.: Delle mura più antiche, che le fonti descrivono costruite a mattoni,
non rimane traccia e ciò limita la comprensione dell’originaria
estensione topografica. All’interno della città sono visibili
numerosi edifici, tra cui il tempio trasformato in chiesa. Resti di strutture,
in parte inglobate nelle case, disegnano il profilo del teatro romano. L’ambiente
termale del II secolo d.C, pavimentato con tessere bianche e nere, è
tuttavia il monumento di maggiore rilevanza. La decorazione del mosaico
è quella tipica, riscontrabile nelle terme, costituita da tritoni
e animali marini.
Terme
Il complesso, di carattere pubblico, era costituito da più vani,
tra i quali sono stati identificati il calidarium e il tepidarium. L’ambiente
principale è a pianta rettangolare con uno dei lati lunghi adorno
da una nicchia semicircolare fiancheggiata da due nicchie rettangolari.
Le pareti in origine dovevano essere rivestite da lastre marmoree. Sotto
la pavimentazione corre una canaletta con pareti di laterizio e coperta
alla cappuccina da cui si dipartono altri cunicoli, drenaggi necessari in
una località come Bevagna ricca di vene acquifere. Il pavimento è
a mosaico con grosse tessere bianche e nere; la raffigurazione è
racchiusa da una duplice fascia nera, mentre la decorazione delle nicchie,
di tipo floreale, è delimitata da un listello dello stesso colore.
Il soggetto rappresentato è tipico delle decorazioni termali ed attinge
al repertorio mitologico ed ornamentale di carattere marino: tritoni e ippocampi
disposti simmetricamente nei lati corti, mentre nella zona centrale sono
raffigurati polipi, delfini e aragoste. Le figure sono realizzate in nero,
su fondo bianco, con i particolari anatomici sottolineati in bianco. Tipologicamente
si ricollega ad altri mosaici di tipo marino, rinvenuti ad esempio ad Ostia
e Capua, riferibili sempre ad ambienti termali databili al II sec. d. C.
e più precisamente in età adrianea.
Informazioni:
Via di Porta Guelfa – 06031 Bevagna tel e fax 0742360031
Per la visita rivolgersi al Museo civico di Bevagna.
Tempio romano
Poco distante dalle terme si trova l’unico tempio della città
antica, già trasformato nella chiesa della Madonna della Neve. Il
tempio, molto ben conservato nella parte posteriore, era uno pseudo periptero
tetrastilo, di cui si conserva solo la cella su alto podio, mentre il pronao
a colonne e la gradinata antistante sono scomparsi. Attualmente il tempio
misura m. 12,25 di lunghezza e m. 10,77 di larghezza. Il muro della cella
è costruito in opus mixtum con paramento a filari di blocchetti di
arenaria alternati a fasce di laterizio. Esternamente la cella è
decorata da quattro lesene nella parte posteriore e sei semicolonne sui
lati; rimangono ancora resti del rivestimento in stucco delle pareti. La
datazione del tempio può essere collocata nel II sec. d.C., in accordo
con la fase di ristrutturazione edilizia che deve aver interessato il municipio
in età adrianea, periodo al quale è riferibile anche il mosaico
a carattere marino pertinente alle terme sopra ricordate, sito nei pressi
dall’area archeologica fin qui descritta.
Testi tratti dal sito della
Soprintendenza
per i Beni Archeologici dell'Umbria, dietro autorizzazione della stessa.