Siti Archeologici: Narni
.: La natura impervia del luogo, un’altura dai fianchi scoscesi dominante
la valle del Nera, rappresentò per i romani un ideale testa di ponte
per la penetrazione in territorio umbro. La città fu infatti conquistata,
dopo un lungo assedio, intorno al 300 a.C.
La scarsa documentazione archeologica ha comunque consentito l’identificazione
del Foro e la datazione della cinta muraria, in parte rinvenuta. Il ponte
di Augusto sul Nera, imponente costruzione, di cui resta intatta la prima
arcata, è tuttavia il monumento più rilevante. All’edilizia
pubblica narnese della fine del I secolo a.C. appartiene l’acquedotto
Formina, utilizzato ininterrottamente fino al 1924.
Ponte di Augusto
Edificato in età augustea, nel quadro del più vasto programma
di riassetto viario della via Flaminia, il ponte scavalca il fiume Nera
con possenti arcate rivestite di travertino.
Menzionato dalle fonti classiche, descritto da artisti e viaggiatori, alla
ricerca del pittoresco ed il sublime, il monumento s'impone per l'altezza
considerevole, 30 metri, e una lunghezza di 160 metri. Il ponte, concepito
su tre o forse quattro arcate, ne conserva solo una, oltre ai ruderi di
due pilastri. I piloni, in pianta rettangolare, sono impostati sulla roccia.
La complessità del manufatto e alcune difformità costruttive
inducono a pensare a lunghe fasi di fabbricazione. Segni evidenti di restauri
antichi denunciano inoltre cedimenti collegati all'intenso uso o calamità
naturali.
Le cronache di epoca medievale riferiscono di crolli dovuti a terremoti
e alluvioni. Di certo, il crollo del terzo pilone è documentato nel
1855. Nel corso degli anni Settanta del successivo secolo, il ponte è
stato oggetto di interventi di consolidamento.
In seguito ai recenti eventi sismici, in particolare quelli del 2000, l'arcata
superstite ha subito lesioni. I lavori di restauro e consolidamento, terminati
nel maggio del 2005, hanno restituito il fascino originario al monumento
architettonico.
Fonte Feronia
Sorge in mezzo alla vegetazione boschiva, articolata in un ambiente a pianta
quadrata. E'alimentata da una sorgente incanalata in un cunicolo sotterraneo
retrostante. Il manufatto risulta in gran parte costruito nel IV-III sec.
a.C.
Il cunicolo, con un percorso sotterraneo pressocché rettilineo ha
inizio da una grotta, sul fondo della quale si raccoglie l'acqua che sgorga
da due fenditure della roccia. Due pozzi verticali perpendicolari all'asse
del cunicolo, con pareti costruite in muratura, servivano per l'aerazione
e per l'accesso del personale addetto alla manutenzione.
La monumentalizzazione antica del cunicolo attesta l'esistenza di un luogo
di culto dedicato a Feronia. La divinità, di origine sabina, era
venerata soprattutto nel IV-III sec. a.C. in quanto protettrice delle acque
e dei boschi e ritenuta dotata di virtù terapeutiche.
Testi tratti dal sito della
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