Siti Archeologici: Spello
.: Il buono stato di conservazione della cinta muraria e le porte, quattro
delle quali a carattere monumentale, consentono di definire i contorni dell’abitato
romano alle falde del monte. La porta Consolare, che costituiva la principale
via d'accesso alla città, è costruita con blocchi di calcare
locale disposti a filari e connessi a secco. Sebbene rimaneggiata da un
radicale restauro, avvenuto nei primi anni del secolo, la Porta Venere conserva
un particolare fascino per la struttura architettonica delle due torri dodecagone
laterali.
Una grande sostruzione a metà colle, di cui sono visibili tratti
presso l'area di S. Andrea, sorregge l’area dell’antico Foro.
Nella pianura sottostante è collocato l’Anfiteatro, di cui
sono visibili alcune strutture, e poco lontano, si scorgono i resti del
teatro, oltre a due grandi muri pertinenti all’esistenza di un grandioso
santuario. L'edificio sacro doveva servire per le annuali riunioni delle
genti umbre, come attesta l'eccezionale documento epigrafico, noto come
Rescritto costantiniano, scoperto nel 1733 a valle del tempio.
Mura e Porte
L’abitato romano è completamente circondato da mura che costituiscono
uno degli esempi più accurati di fortificazione antica conservati
in Italia. Sono realizzate in epoca augustea, con tecnica in opera
“vittata” con piccoli blocchi di calcare locale. Lungo il perimetro
si aprono cinque porte e alcune posterule:
la Porta Consolare, che costituiva il principale accesso alla città
antica, è a tre fornici, costruita con grandi blocchi di calcare
del Subasio connessi a secco. Sul fronte esterno rialzato vennero sistemate
in epoca rinascimentale tre statue funerarie provenienti dai dintorni.
La Porta Urbica o di S.Ventura è sostenuta da pilastri e coronata
da un timpano.
La Porta Venere (in via Torri di Properzio) è un arco a tre fornici,
difesa lateralmente da due torri dodecagone, restaurata nei primi decenni
del XX secolo. Era collegata alla Porta Urbica tramite un criptoportico
che seguiva il tracciato interno delle mura.
L’arco di Augusto (in via Giulia) conserva solo il piedritto sinistro
con resti di iscrizione.
La Porta dei Cappuccini (sulla via omonima) conserva solo l’estradosso
dell’arco e i piedritti.
Il Foro
Tra Piazza S.Andrea e Piazza della Repubblica è conservato per tutto
il tratto il muro di terrazzamento in opera quadrata, di calcare locale,
che delimita e sostiene il lato orientale del foro della città romana.
L'Anfiteatro
Percorrendo la strada di Porta Venere verso Assisi, superata la chiesa di
S.Claudio, si giunge ad una area pubblica, a carattere sacro, con anfiteatro,
teatro e tempio.
A sinistra, lungo la strada, si incontra innanzitutto l’anfiteatro,
in opera “vittata” con blocchetti di calcare e nucleo interno
in opera cementizia. Del teatro, andato distrutto all’inizio del XX
secolo, è visibile attualmente solo il nucleo interno di un pilastro.
Da qui proviene il rescritto costantiniano (attualmente presso il Palazzo
Comunale), un’iscrizione latina del IV sec.d.C.che documenta la costruzione
di un nuovo tempio in onore di Costantino sull’area dell’antico
complesso sacro, che venne riorganizzato in questo periodo.
L’area dell’attuale Villa Fidelia fu utilizzata in epoca augustea
per l’edificazione di un grandioso santuario.Del complesso sono attualmente
visibili due lunghi terrazzamenti: il muro inferiore conserva buona parte
del paramento. Del muro superiore rimane solo la parte interna in opera
cementizia e i residui della scala, attualmente chiusa, che portava alla
terrazza superiore. Nella parte originaria della villa era il tempio di
cui rimangono solo pochi resti.
Testi tratti dal sito della
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