
Cesare Nebbia
Nato a Orvieto (1534-1614) fu allievo di G. Muziano, ebbe anche stretti
contatti con gli Zuccari. Il pittore orvietano è uno dei protagonisti,
insieme a Taddeo e Federico Zuccari, Muziano, Niccolò Circignani
e Hendrick van der Broek, degli interventi pittorici nella cattedrale orvietana
durante gli anni 1560, nel clima quindi delle disposizioni del Concilio
di Trento in merito alle raffigurazoni sacre.
Cesare Nebbia è documentato a Città della Pieve nel 1576.
Qui dipinge La Resurrezione di Lazzaro (Chiesa di Santa Maria dei Servi);
in quest'opera, il Nebbia si rifà all'analoga composizione del Muziano,
suo maestro, eseguita per la Cattedrale di Orvieto e ora conservata nel
Mueo dell'Opera del Duomo.
A Roma svolse un'intensissima attività per Sisto V come autore di
pale sacre (in numerose chiese romane) e frescante (Scala Santa in Laterano,
Biblioteca Sistina in Vaticano), secondo il gusto dell'ultimo manierismo.
Trasferitosi a Milano, lavorò per Federico Borromeo, eseguendo cicli
di affreschi di vivace gusto narrativo e agiografico tipicamente controriformistico
(Fatti della vita del beato Carlo Borromeo, 1603-04, Pavia, collegio Borromeo;
affreschi per la collegiata di Arona, 1605, e per la villa Borromeo all'Isola
Bella).
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