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La cucina della Valnerina

.: La Valnerina ricca di boschi e pascoli è anche ricca di frutti selvatici. Accanto al tartufo, re di questi prodotti, molti altri frutti hanno da sempre allietato le tavole e la gastronomia di questa terra.

Nei boschi e lungo i sentieri si trovano fragole, more e lamponi per fare deliziose marmellate; in primavera di può assaporare con piacere la frittata o il risotto agli asparagi selvatici o ai lupari e quanta gente si perde fra i pascoli o tra i boschi in cerca del delicato "turino" o del più saporito "porcino".

Questi prodotti, un tempo necessari alla sopravvivenza degli abitanti sono ora diventati una risorsa economica dando origine ad aziende di produzione e trasformazione dei prodotti come funghi, frutti di bosco, ma soprattutto la lavorazione e commercializzazione del tartufo.

La trota di fiume è la regina è molto diffusa per i suoi affluenti del fiume Nera, pesce tipico delle acque dolci. Diffusa è la cucina a base di trota e di gambero tra cui la trota al tartufo. Le numerose sorgenti hanno favorito lo sviluppo di allevamenti di trotte della Valnerina.

Il farro e la lenticchia della Valnerina sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità ineguagliabile. Famosi ovunque le lenticchie di Castelluccio, coltivate ai piedi del monte Vettore, e il farro di Monteleone di Spoleto.

La tardiva fioritura degli altopiani permette alle api di produrre il miele della Valnerina, nettare dolce e delicato.

La cucina di Norcia ha una tradizione gastronomica di notevole rilievo, la "norcineria", ovvero l'arte di preparare i prosciutti e salumi richiama ogni anno numerosi turisti.

Secondo la tradizione, sono stati gli ebrei, arrivati in Valnerina, dopo la distruzione di Gerusalemme ad inventare l'arte della conservazione della carne di maiale: non potendo mangiarla per ragioni religiose, dovevano conservarla per poterla commercializzare. Quest'arte si è in realtà sviluppata nell'alto medioevo quando gli estesi boschi di querce vennero sfruttati per il pascolo di numerose mandrie suine ghiotte di ghiande.







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