Danilo Fiorucci - Taglio dolce
Perugia: dal 28 aprile al 21 maggio 2006
.: Il Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda presenta un percorso
dal 1990 al 2006 di opere dell’artista Danilo Fiorucci.
La mostra si sviluppa nei due piani dello spazio con lavori pittorici e
si conclude nel suo percorso con un ambiente dove vivere l’esperienza
diretta del colore.
Le opere si compongono di due gruppi, il primo con lavori del decennio precedente,
il secondo con quelli del decennio in corso: i lavori precedenti sono tutti
tele dipinte ad olio ed encausto, mentre gli attuali sono legni lavorati
plasticamente e dipinti ancora con oli ed encausti. Ma la diversità
dei supporti non implica una differenza di senso e di significato, né,
concettualmente, abbiamo un prima e un dopo, un più e un meno: è
possibile così una lettura unitaria, omogenea, sincronica.
Orbene, davanti alle tele, superato l’effetto di atmosfera nebulosa,
percepiamo sempre, ora in modo più marcato ora meno, un campo di
colore che impedisce di dare un limite, un confine preciso all’opera.
L’artista va, vuole andare, “oltre la superficie”, anche
solo con il colore e la pennellata che articolano, a volte, veri e propri
vortici, altre si limitano allo scuramento di una parte, così abbiamo
una forte sensazione di uno spazio senza fine, di una sorta di buco nero,
si vuole ricercare un infinito che superi, tecnicamente, i limiti materiali
imposti dai supporti – tela, telaio, legno – e, intellettualmente,
i limiti dell’uomo stesso, del suo fare e del suo pensare.
La fenomenologia delle opere di Fiorucci è la monocromia, ottenuta
non con un solo colore ma come risultante di tutta una serie di colori sovrapposti
e resi più omogenei dall’encausto: è qui che occorre
il tempo reale – non già quello soggettivo di Bergson –,
cioè l’occhio può recepire le differenze solo dopo qualche
secondo, secondi necessari non solo per la messa a fuoco ottica ma anche
per quella mentale perché quell’ancorché brevissimo
lasso di tempo serve all’intelletto per effettuare le sue scomposizioni
ed analisi, ma alla fine occorre sempre la veduta complessiva e totalizzante
che non può non riportarci a quella sensazione iniziale di cui abbiamo
detto e che viene accresciuta già dal titolo generale che l’artista
dà alle sue opere “taglio dolce”, un ossimoro con cui
si cerca di “addolcire” il taglio, che però resta sempre
una rottura, qui, verso l’infinito, quindi l’ignoto, e di dare,
nello stesso tempo, forza e spessore, quindi di “drammatizzare”
quella “dolcezza” – qualcuno direbbe “inutilità”
– dell’arte che, invece, come si è visto, non si ferma
alla sterile e tranquilla contemplazione, ma ci porta nei territori dell’emotività
e del pensiero, del sentimento e della ragione, del piacere del vedere e
del faticoso riflettere, della felicità e della tragicità,
e che, proprio per questo, rende la vita più “umana, troppo
umana”, potremmo dire con Nietzsche invertendone il senso.
Informazioni utili
.: Danilo Fiorucci - Taglio Dolce
Trebisonda Centro per le Arti Visive - Via Donato Bramante, 26 - 06122 Perugia
Tel. +39.347.1054448
Biglietteria - Tel. +39.348.2301906
.: Orario: dal venerdì alla domenica 17.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
Ingresso libero
trebisondaperugia@libero.it
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