
Perugia: La Fontana Maggiore
.: La Fontana Maggiore fu realizzata dall'esigenza di portare acqua in città
come parte terminale dell'acquedotto di monte Pacciano.
Progettata tra il 1275 e il 1278 da Nicola e Giovanni Pisano con la collaborazione
di Fra' Bevignate da Cingoli per la parte architettonica e di Boninsegna
Veneziano per quella idraulica, rappresenta uno dei capolavori della scultura
del duecento.
E' formata da due vasche poligonali sovrapposte, con quella superiore di
diametro inferiore; è completata da una piccola conca bronzea arricchita
da un gruppo scultoreo raffigurante le tre "ninfe" che rappresentano
le tre virtù teologali (Fede, Speranza, Carità). Le due vasche
poligonali concentriche sono decorate a bassorilievi: in quella inferiore
sono rappresentati i simboli e le scene della tradizione agraria e della
cultura feudale, i mesi dell'anno con i segni zodiacali le arti liberali,
la bibbia e la storia di Roma; in quella superiore sono raffigurati nelle
statue poste agli spigoli personaggi biblici e mitologici.
La tazza e le tre statue, che sorreggono l'anfora dalla quale sgorga l'acqua
sono opera di Rosso Padellaio, fonditore perugino (1277).
L'antica Fontana Maggiore
.: Perugia è una città dove l'acqua è l'elemento importante
quasi quanto la pietra. Basti pensare ai pozzi etruschi, a cominciare da
quello Sorbello, a poche decine di metri dalla Fontana Maggiore, che costituiva
probabilmente la principale fonte di approvvigionamento idrico della città,
destinato a rifonrnire Perugia anche in caso d'assedio. L'acqua accumulata
nelle cisterne o portata in città attraverso un acquedotto che risale
addirittura alla seconda metà del Duecento veniva poi distribuita
attraverso una fitta rete di fontane che soddisfacevano le esigenze idriche
dei vari quartieri. L'opera idraulica, realizzata con la collaborazione
di fra' Bevignate e di Domenico Veneziano, fu adattata nella prima metà
dell'Ottocento in caratteristica via pensile che collega il centro al borgo
Sant'Angelo. La magnificenza cittadina era in ogni caso celebrata non da
una ma da ben due fontane monumentali: oltre alla Fontana Maggiore ai piedi
del Duomo, una seconda fontana, completata nel 1281 sotto la documentata
autorità di un maestro quale Arnolfo di Cambio, era collocata circa
a metà dell'attuale corso Vannucci. Della complessità monumentale
di questa fonte ci si può fare un'idea solo attraverso i documenti
che attestano l'impegno di numerose e svariate figure professionali e l'acquisto
di materiali diversi sia per la parte architettonica che per l'arredo della
vasca. Ma lo splendido monumento ebbe vita breve: già agli inizi
del secolo successivo venne demolita per motivi pratici e di rinnovamento
urbanistico cittadino. Di questa fontana scomparsa restano soltanto frammenti
scultorei in marmo bianco di Carrara, tre rilievi e due sculture ora alla
Galleria Nazionale dell'Umbria.
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