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Geografia dell'Umbria
.: Unica regione peninsulare che non ha sbocchi con il mare, l'Umbria è
prevalentemente collinare e montuosa. Le sue cime maggiori dell'Appennino
umbro-marchigiano non superano i 1500 metri. Le pianure sono pertanto molto
limitate e sono generalmente determinate dalle valli dei fiumi: la Val Tiberina
che percorre la regione da nord a sud nella parte occidentale e la valle
Umbra nella parte orientale. Ovunque sono disseminate conche e bacini circondati
dai monti. Il fiume principale è il Tevere nel quale convergono quasi
tutti gli altri sistemi idrografici come il Nera, il Chiascio, il Topino,
il Paglia. Altri fiumi sono il Nestore e il Velino. Tra i laghi, ricordiamo
quello del Trasimeno (il quarto lago più grande d'Italia) il Lago
di Piediluco nel ternano, il lago artificiale del Corbara nell'orvietano,
il lago artificiale di Alviano nel ternano. Inconfondibili caratteristiche
di questo paesaggio sono i vari parchi regionali, le numerose terme, e la
Cascata delle Marmore, una varietà di caratteri morfologici e paesaggistici
che caratterizzano questa regione dalle varie tonalità di verde,
non a caso è definita "cuore verde d'Italia". Un patrimonio
ambientale tutelato e protetto.
Le catene montuose
.: Un susseguirsi di catene e vallate, altipiani e pianure, più o
meno estese. Il margine orientale, che corre lungo il confine marchigiano,
è percorso da una serie di dorsali montuose; la più orientale
comprende il Monte Cucco (m. 1566 s.l.m.) quella a sud il Monte Penna (m.
1432 s.l.m.) fino al limite meridionale dove vi è la Val Nerina.
A sud-est vi sono i Monti Sibillini caratterizzati da paesaggi montagnosi
e selvaggi e da vallate ricche di pascoli e coltivazioni. Una dorsale più
interna è quella che comprende il gruppo dei Monti di Gubbio e, più
a sud, di Gualdo Tadino e Nocera Umbra. Più a est si scende nella
valle del fiume Topino per risalire poi ai 1290 m. s.l.m. del Monte Subasio
che domina su Assisi. Ecco ora presentarsi un paesaggio del tutto diverso
e cioè più pianeggiante. A nord oltre Perugia troviamo il
massiccio dei monti "perugini" che, pur non raggiungendo quote
elevate (Monte Tezio 910 m. s.l.m., Monte Acuto 926 m. s.l.m.) ci configura
un ambiente montano a pochi chilometri dal capoluogo. Delimitata invece
dalle due grandi vallate umbre la Val Tiberina e la valle umbra) vi è
la catena dei Monti Martani con il Monte Martano (m. 1094 s.l.m.) ed il
Monte Torre Maggiore (m. 1121 s.l.m.) dominanti la conca ternana. Il confine
nord orientale con la Toscana, e più a sud con il Lazio è
scandito da un'alternanza di vallate e colline che dal Lago Trasimeno si
spingono fino alla >catena narnese-amerina. Questa, insieme al Monte Peglia,
segna il passaggio al vicino Lazio.
La flora e la fauna
.: L'indice di boscosità della regione Umbria è del 30,50%
(circa) contro il valore nazionale che è del 21,10%, ecco perchè
è stata definita appunto "cuore verde d'Italia". Le foreste
più rigogliose e più spettacolari sono quelle del Subasio
(l'Eremo delle Carceri, presso Assisi), di Sassovivo (Foligno) Monteluco
(nei pressi di Spoleto) e del lago di Corbara. Tutta l'Umbria però
è un susseguirsi ininterrotto di boschi, di macchie e coltivazioni,
che in tutte le stagioni offrono una varietà infinita di colori con
numerose varie sfumature. Tra le numerose essenze che incorniciano il territorio
figurano il leccio, il pino d'Aleppo, il cipresso, il cerro, la rovella,
il castagno, il faggio, l'abete bianco, e l'olivo. Numerose sono le Comunità
Montane che hanno il compito insieme al Corpo Forestale dello Stato di vigilare
su questo immenso patrimonio boschivo, gestito ad arte e visitabile dal
turista grazie ad una fitta rete di percorsi creati dagli Enti preposti.
Per quanto riguarda la fauna va ricordatoche è pressochè scomparso
il lupo, che sopravvive solo in pochi esemplari, mentre sono presenti il
gatto selvatico, l'istrice, il tasso, il cinghiale, la faina, la martora,
la volpe, gli scoiattoli. I bacini idrici di Corbara, Alviano, ed il Lago
Trasimeno offrono, ambienti favorevoli a molte specie di avifauna migratoria.
Le immense pianure
.: La piana carsica di Castelluccio di Norcia (Monti Sibillini) è
una valle chiusa, interessata da un fenomeno di idrologia carsica a circa
1400 m. s.l.m. tra il Monte Vettore (dalla cui cima nelle giornate limpide
si può scorgere sia il mare Tirreno che l'Adriatico) e il Monte Ventosola.
A primavera questa enorme pianura (quasi 1300 ettari di terreno) visibile
dal paese arroccato di Castelluccio di Norcia, si trasforma in un lago di
praterie verdeggianti chiazzato qua e là dal rosso dei papaveri,
dall'azzurro dei fiordalisi, al bianco dei narcisi, o al giallo dei fiori
della lenticchia, legume pregiato del posto, e rinomato per il gusto e per
la particolarità di essere verde a seme piccolo, rapide quindi per
la cottura.
La Piana di Colfiorito si trova a Foligno (m. 752 s.l.m.) ed è circa
388 ettari di palude che comprende un sistema di sette conche tettonico-carsiche,
residuo di antichi bacini lacustri prosciugati naturalmente o per l'intervento
dell'uomo. Questa palude forma un ecosistema di eccezionale importanza per
le rare specie floristiche e vegetazionali oltre che animali. Non minore
è l'interesse archeologico e paleontologico degli altipiani, in età
protostorica si formò infatti un sistema di castellieri a difesa
di una importante rete di itinerari, citiamo tra gli altri il castelliere
del Monte Orve sorto intorno al VI secolo a.C.
Citiamo anche la palude dell'Oasi di Alviano che si estende su un'are di
800 ettari dal 1978 è inserita nel Parco fluviale del Tevere e comprende
l'intero bacino artificiale del >Lago di Alviano, formato nel 1964 con lo
sbarramento del >Tevere. Dal 1990 il >WWF vi gestisce una riserva faunistica,
in un contesto ricco dal punto di vista della vegetazione sia ripariale
che palustre.
Il clima
.: Pur non avendo sbocchi sul mare, l'Umbria ha caratteristiche climatiche
mediterranee, con estati caldi e asciutte ed inverni miti; la temperatura
raramente raggiunge valori minimi molto bassi. La vegetazione è perciò
di tipo meditarraneo, con la presenza di specie come l'olivo. Questo clima
è determinato dalla dorsale appenninica che costituisce sì
una barriera di penetrazione degli influssi del mare Adriatico ma anche
alle masse di aria fredda provenienti da nord-est. Lo stesso fenomeno si
verifica anche verso il mare Tirreno. Nelle zone montagnose e nelle conche
invece si registra una accentuata tendenza alla continentalità. La
topografia della regione inoltre, è caratterizzata da continue variazioni
altimetriche e di orientamento e dà luogo ad un'eterogenea varietà
di microclimi: la zona del Lago Trasimeno ad esempio, gode tutto l'anno
di un clima mite, mentre sugli Appennini le estati sono fresche e gli inverni
nevosi. Mediamente le temperature oscillano quindi dai 4° ai 9°
C nei mesi invernali, tra i 12° ed i 19° C nelle stagioni intemedie
(primavera ed autunno) e tra i 20° ed i 29° C nel periodo estivo.
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