Masolino da Panicale (1259 - 1292)
Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino da Panicale, nacque a Panicale
e morì verso il 1440 a San Giovanni Valdarno.
Legato al gusto tardo-gotico, Vasari lo descrisse come allievo di Lorenzo
Ghiberti (1378-1455). Nonostante non esistano prove di ciò, l'arte
di Ghiberti è riconosciuta come una delle componenti primarie della
sua formazione artistica.
Nel 1423 si iscrisse all'Arte dei Medici e Speziali e dipinse la Madonna
con il Bambino di Brema.
È un pittore stimato ma non fra i primi di Firenze quando incontra
sulla sua strada Masaccio (1401-1428), più giovane di lui di circa
vent'anni, giunto per lavorare nella bottega del compaesano.
Masolino capì subito la straordinaria qualità e forza innovativa
della pittura del Masaccio, col quale divise due opere: la Sant'Anna, oggi
agli Uffizi (1424 ca.) e gli affreschi della Cappella Brancacci (1424-28).
Masaccio muore poco dopo, a soli 27 anni, ma la sua lezione resta indimenticabile
per Masolino, che per tutta la vita cercò di fondere il suo linguaggio
ancora gotico con la plasticità, la prospettiva e il gusto classico,
espressi dal Masaccio nella Cappella Brancacci.
La pittura di Masolino non è rivoluzionaria, ma è piuttosto
un vivace aggiornamento del gotico. Le sue architetture seguono rigorosamente
le nuove regole prospettiche, ma restano comunque una cornice decorativa
entro cui raccontare favole medievali con personaggi incantati.
Masolino soggiornò alla corte ungherese (1425), a Roma (affreschi
in San Clemente, Cappella di Santa Caterina, 1428 in collaborazione con
Masaccio) e a Castiglione Olona.
Qui, per incarico del cardinale Branda Castiglioni, che già gli aveva
commissionato i lavori in San Clemente, dal 1435 lavorò nella Collegiata
(Storie della Vergine) e nel Battistero (Storie del Battista).
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