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Il medioevo laico in Umbria

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Medioevo laico in Umbria

.: Accanto ad un'anima fortemente religiosa matura nello stesso periodo un Medioevo "laico" che vede ridisegnare i centri urbani con la costruzione dei palazzi comunali di Perugia, Todi, Gubbio espressione di un potere politico in relazione agli insediamenti sacri.
La piazza diventa un sistema di questi rapporti funzionali e simbolici: esemplare il caso di Perugia dove il palazzo dei Priori e la Cattedrale si fronteggiano trovando il loro punto di equilibrio nella fontana Maggiore (1278). Quest'ultima nacque dall'esigenza concreta di portare acqua al centro della città e si traduce come sintesi tra cultura civica e tradizione religiosa rappresentando figurazioni e temi legati alla vita dell'uomo intrecciando leggenda, religione e mito.
Gli interni della Sala dei Notari dello stesso palazzo dei Priori è decorata con soggetti sacri e profani tra il 1298 e il 1300. L'accorta armonizzazione degli aspetti dottrinali e di quelli più propriamente laici della cultura fu del resto istituzionalmente promossa dalla Università perugina, fondata nel 1308, dove inizialmente si insegnarono la teologia e la giurisprudenza e vi esercitò il proprio magistero anche il maggior giurista del tempo, Bartolomeo di Sassoferrato.
La stessa commistione tra edificio sede del governo cittadino e la Cattedrale si legge con chiarezza anche nella piazza di Todi: se si fosse conservato il ciclo 'cavalleresco' nella sala delle Pietre all'interno del palazzo del Podestà sarebbe sato un esempio questo ancor più ricco di chiavi di lettura di tale mescolanza.
















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