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Monteluco di Spoleto

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Monteluco

.: Monteluco di Spoleto offre moltissime escursioni e passeggiate lungo sentieri in un paesaggio e in un ambiente adatto per esaltare la sacralità della natura. L'antica via di comunicazione tra Spoleto e il Monteluco era il possente Ponte delle Torri.
Il Monteluco è interamente coperto di lecci e fu un bosco sacro a Giove ("lucus" ovvero monte sacro) fin dall'età romana e la "Lex Spoletina", raro documento del III sec. a.C., oggi custodito al Museo civico di Spoleto ne tutelava l'integrità.
Monteluco fu anche luogo naturale di isolamento sullo scorcio del V secolo dagli eremiti siriaci per la meditazione e la preghiera.
Agli inizi del '500, con la partenza dei Benedettini, sugli antichi luoghi di preghiera furono edificati piccoli conventi, chiese, cappelle, abitate da singolari figure di "eremiti" della mondanità spoletina: artisti, pittori, architetti, uniti sotto una congregazione fondata nel 1547 dal vescovo Fabio Vigili. La casa madre aveva sede nell'antico eremo delle Grazie, poi trasformato in Villa Lalli.
L'occupazione francese soppresse la congregazione e, all'inizio dell'800, gli eremi passarono definitivamente in mano ai privati, che li trasformarono in ville per la residenza estiva.
Salendo per il Monteluco si incontra la chiesa di San Pietro, eretta all'inizio del V secolo su una villa antica, monumento esemplare del romanico umbro.
Al Km. 5,5 si incontra la chiesa romanica di S. Giuliano sorta nel XII secolo sul posto di un edificio risalente al VI e intitolato a un martire omonimo. L'interno è basilicale a tre navate su pilastri e rozze colonne di conci con tre absidi semicircolari e cripta.
Salendo vi è il Santuario di Monteluco meta di pellegrinaggi posto sul posto di insediamento francescano che la tradizione vuole fondato dallo stesso Francesco in luogo donato dai Benedettini assieme a una chiesetta intitolata a santa Caterina d'Alessandria.
Oggi Monteluco è considerato un interessante patrimonio artistico e naturalistico tanto da essere inserito tra i luoghi osservati dal Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco.











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