Montefranco è sicuramente uno dei borghi più pittoreschi della
Valnerina: situato su un colle alto 414 metri, circondato da oliveti e boschi
di querce e pini, domina la valle in cui scorre il fiume Nera.
Il borgo si sviluppò attorno all'antico castello di Bufone, sorto probabilmente
intorno al 1000 come roccaforte difensiva; nel 1228 venne occupato da alcuni
fuoriusciti di Arrone, che ne fecero una zona franca, e da qui si originò
il nome Montefranco.
Fu sempre legato al Ducato di Spoleto, tranne quando aderì alla "confederazione
dei dodici castelli" guidata dall'Abbazia di S. Pietro in Valle; tuttavia,
dopo alcuni anni, tutti i castelli ribelli furono ricondotti alla sudditanza
a Spoleto, che continuò fino al 1527, e, dopo un altro periodo di distacco,
divenne definitiva dal 1627.
Nel 1798 fu unito al cantone di Terni; nel 1799 fu occupato da bande di insorti,
ma truppe spoletine ristabilirono l'ordine; dopo la Restaurazione fu comune
di secondo ordine, con un governatore.
Il paese seguì le sorti dello Stato Pontificio, fino a divenire parte
del Regno d'Italia.
Da vedere le due porte che restano della vecchia roccaforte, Porta Franca
e Porta Spoletina, e la chiesa di origine medievale dedicata a S. Maria Assunta.