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Orvieto
domina la pianura su cui scorrono i fiumi Paglia
e Chiani poco prima di confluire nel Tevere.
Notizie attendibili riguardanti i primi insediamenti umani risalgono
all'VIII secolo a.C., ma è da ritenersi che il luogo fosse
abitabile già dall'Età del Bronzo.
La città di Orvieto raggiunge il
massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C. diventando un fiorente
centro commerciale e artistico con una supremazia militare garantita
dalla sua invidiabile posizione strategica. Tra varie burrascose vicissitudini
nel 1860 fu annessa al Regno d'Italia.
Seguiamo il percorso dell'arte spirituale: |
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Chiesa di San Paolo |
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Entrati nella città in via
Postierla sulla sinistra, c'è la chiesa
di San Paolo del XIII secolo risalente al '200 anche se una
targa sul portale indica il 1608. All'interno sull'altare maggiore
un dipinto del '900 opera della contessa Maria
Luisa Brazzetti e frammenti di un affresco di probabile origine
duecentesca. |
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Chiesa di San Bernardino |
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Proseguendo, giunti in
piazza Marconi troviamo la chiesa di San
Bernardino del 1666 che custodisce all'interno dipinti, affreschi,
stucchi e un'opera sull'altare maggiore attribuita a Sinibaldo
Ibi, raffigurante la "Vergine in
trono col Bambino e i Ss. Pietro, Paolo, e San Bernardino".
Annesso alla chiesa il Convento delle Clarisse. |
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Duomo |
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Il Duomo,
meraviglioso gioiello dell'arte, sorto nel periodo di massimo splendore
della città per ospitare il Corporale
di Bolsena, è nel contempo un prezioso contenitore di
arte e cultura, un'opera geniale ed una delle cattedrali
gotiche più belle d'Italia. I lavori per la sua costruzione
iniziarono nel 1290 per volontà di papa
Urbano IV per celebrare appunto il miracolo
dell'Eucarestia e si conclusero soltanto nel '600. L'architetto
che lo progettò è rimasto sconosciuto; per certo si
sa che la splendida facciata si deve a Lorenzo
Maitani che fu qui chiamato nel 1308, ed il bellissimo rosone
che è insieme l'elemento centrale e la definizione del tutto,
ad Andrea di Cione detto l'Orcagna
(1359-1380). Moltissimi sono gli artisti che qui hanno lasciato la
propria firma: sulla facciata le porte di bronzo installate nel 1970
sono opera di Emilio Greco che le costruì
nel 1964; i bassorilievi laterali e centrali raffiguranti storie del
Vecchio e del Nuovo Testamento del 1331
si presume essere opere di Maitani e di
scultori toscani; le statuine sovrastanti i rilievi sono sempre opera
di Lorenzo Maitani; gli angeli del portale
centrale dei trecenteschi artisti Puccio di Biagio,
Nicoluccio di Nuto, senese, Benedetto di Marmo ed altri; mentre
il gruppo centrale della Madonna è di
Arnolfo di Cambio. Sempre sulla facciata, i mosaici sono di
diversi artisti che vi hanno lavorato in successione dalla prima metà
del Trecento al Seicento: Giovanni di Buccio,
Ugolino di Prete Ilario, Pietro di Puccio, Cesare Nebbia, Jacopo da
Bologna, e Gabriele Briganti; i mosaici delle porte laterali
sono di Andrea di Giovanni ed Andrea Pisano.
Il blocco di sculture del grande quadrato centrale appartiene invece
a Petruccio di Benedetto da Orvieto, Raffaello
da Montelupo, Fabrizio Toti e Ippolito Scalza; di quest'ultimo
sono opere pure le guglie che sovrastano il Duomo.
L'interno del Duomo, diviso in tre navate
con quella centrale nettamente dominante, custodisce opere di rara
bellezza: all'inizio vi è un'acquasantiera
del 1485, poco più avanti un Fonte Battesimale
realizzato fra il '300 e il '400 da più artisti e alla cui
sommità presenta una statua raffigurante San
Giovanni Battista, opera di Luigi Acquisti
(1821) collocata al posto di quella scolpita nel 1424 da Donatello.
Addentrandosi sempre di più il visitatore resta esterrefatto
per la bellezza unica della Cappella Nuova o
della Madonna di San Brizio: un vero e proprio capolavoro di
arte, cultura di senso sacro e di espressività. Iniziata nel
1408, fu affrescata nel 1447 dal Beato Angelico
che dopo aver eseguito appena due vele della volta a crociera interruppe
il lavoro, ripreso dopo fasi alterne da Luca
Signorelli, il quale nel 1504 completando la decorazione della
volta e delle pareti con la rappresentazione del Giudizio
Universale realizzò il suo capolavoro. La Cappella
del Signorelli resta un punto fermo nell'arte mondiale. Da
vedere anche un organo del XVI secolo opera di Ippolito
Scalza e Cesare Nebbia posto sopra la cappella
del Corporale è quello che può essere definito
il capolavoro dell'artista orvietano; una Pietà
scolpita da un monolite marmoreo nel 1579. |
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Chiesetta di San Giuseppe |
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Poco più avanti della piazza
del Duomo vi è la chiesetta di
San Giuseppe costruzione a pianta centrale del 1685. |
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Chiesa di San Ludovico |
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Sita in piazza de' Ranieri
la chiesa di San Ludovico è in
stile Barocco e al suo interno è
custodita una tela del Girolamo Nebbia
del 1637 "Madonna con Bambino, angeli e
San Lodovico", ed una tavola di Andrea
di Giovanni del 1410 |
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Chiesa di San Giovanni |
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Nella piazza omonima sorge la chiesa
di San Giovanni edificata nel X secolo demolita poi nel XVII
venne subito dopo ricostruita mentre il caratteristico campanile posto
alla sua destra venne innalzato agli inizi del XX secolo. Al suo interno
custodisce reperti facenti parte dell'originaria costruzione, tele
seicentesche e il pezzo più importante costruito da un dipinto
su tavola del 1356 posto sull'abside attribuito alla scuola di Ugolino
Prete Ilario, raffigurante una "Madonna
col Bambino" e denominato "Fonte".
Nell'ex convento attiguo alla fine del XV secolo vi è un bel
chiostro cinquecentesco. |
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Chiesa di San Giovenale |
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Percorrendo via Volsinia
troviamo la chiesa di San Giovenale in
stile romanico-lombardo dell'XI secolo è stata ristrutturata
nel XIII secolo e demolita nel XVII secolo e custodisce affreschi
di artisti orvietani del XIII e XV secolo. |
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Ex chiesa di Sant'Agostino |
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Tornando indietro giungiamo a piazza
San Giovenale dove vi è l'ex chiesa
di Sant'Agostino con un bel portale gotico del XIV secolo. |
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Chiesetta di San Rocco |
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In piazza del Popolo
si trova la chiesetta di San Rocco di
stile romanico che custodisce all'interno alcuni affreschi. |
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Chiesa di San Domenico |
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In piazza XXIX marzo
si trova la chiesa di San Domenico. Consacrata
nel 1264 da Tommaso D'Aquino è la prima
costruzione domenicana nel mondo. Nel 1934 fu oggetto di un
pesante intervento di trasformazione intrapreso per trovare una sede
alla Scuola. Nazionale di Educazione Fisica,
poi dopo un successivo ripensamento si cercò di ripristinare
quanto rimaneva. La facciata è in stile gotico con un bell'affresco
sopra il portale raffigurante la "Madonna
col Bambino" e l'interno un tempo a tre navate custodisce
un'opera di Arnolfo di Cambio del 1285
(Monumento Funebre al cardinale Guglielmo de
Bray), dipinti di Cesare Nebbia e
altre opere prestigiose. |
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Chiesa di Santa Maria dei
Servi |
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In via Cavour
la chiesa di Santa Maria dei Servi è
una costruzione in stile Neoclassico risalente
però alla metà del XIII secolo che hanno restituito
un edificio in stile Barocco ad eccezione
della facciata, l'abside ed i fianchi, che conservano la struttura
originaria gotica. In questa chiesa nel 1273
si svolsero i funerali di Arrigo d'Inghilterra a cui parteciparono
Edoardo I d'Inghilterra, la Regina, Gregorio X e Carlo D'Angiò
e, nel 1297 vi fu officiata la canonizzazione di Luigi IX re di Francia,
da parte di Bonifacio VIII. All'interno tele del Nebbia
e del Gagliardi, un bel coro ligneo e opere d'intaglio del
'700. Attiguo alla chiesa, l'ex convento Francescano
con chiostro ed un pozzo realizzato dall'artista orvietano Ippolito
Scalza. |
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Chiesa di San Lorenzo De'Arari |
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Percorrendo via Ippolito
Scalza raggiungiamo la chiesa di San Lorenzo
De'Arari, così chiamata poichè l'altare è
ricavato da un'ara etrusca, trovata probabilmente sullo stesso luogo
dove è stata edificata la chiesa. In stile romanico, venne
demolita e poi ricostruita alla fine del Duecento
con le stesse caratteristiche ma in un luogo più lontano dall'originario
a causa del suono delle campane che, sembra disturbasse i frati del
vicino convento di San Francesco. L'interno
dell'edificio in stile Barocco a tre navate
custodisce porzioni degli affreschi originari un ciclo pittorico della
prima metà del '300, e nella cappella centrale un ciborio del
XII secolo. |
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Chiesa del Gesù |
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Poco dopo via Ghibellina
sorge la chiesa del Gesù del XV-XVI
secolo con l'interno in stile Barocco
in cui è custodita una tela del Pantani
del XIX secolo raffigurante un "Bambino
Gesù tra i Santi Francesco, Chiara e Agnese". |
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Nei dintorni di Orvieto -
complesso abbaziale dei Ss. Severo e Martirio |
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Sulla SS 71 in direzione Bolsena
seguendo la segnaletica stradale relativa, si arriva al complesso
abbaziale premonstratense dei Ss. Severo e martirio (XII secolo.
Il complesso abbaziale restaurato nel 1965 dagli attuali proprietari
è sovrastato da una suggestiva torre in laterizi a pianta dodecagonale
con coronamento di merli. La struttura di questa torre romanica voluta
da Matilde di Canossa è alleggerita
da bifore e monofore. L'abbazia si compone di diversi edifici: il
refettorio dove si trova un affresco del '200, la chiesa abbaziale
oggi sede di un'ottima ricettività e la chiesa con un bel portale
ed uno stupendo pavimento realizzato da marmorai cosmateschi. |
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Convento di San Crispino |
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Poco lontano al complesso abbaziale seguendo
le indicazioni si trova il Convento di San Crispino,
edificato dai frati Cappuccini. Da vedere
oltre alla bellezza della costruzione immersa nel verde, un affresco
del '700, parte della settecentesca biblioteca e la cella di San
Crispino elevato a Santo nel 1988 da papa Giovanni Paolo II.
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