Valfabbrica (Pg)
La storia di Valfabbrica, le cui prime notizie risalgono al 820, è legata
per più secoli al monastero benedettino di Santa Maria.
Questo cenobio fu tanto potente da poter competere con i vicini feudati; governato
da propri abati, fu indipendente fin verso la fine del secolo XII, acquistando
grandi meriti soprattutto nella bonifica del fiume Chiascio a Torchiagina, prima
della soppressione avvenuta nel 1359 a causa delle condizioni in cui era caduto.
I beni del monastero, ai cui monaci spetta forse anche il riconoscimento della
costruzione del castello per scopi di difesa, passarono nelle mani di certi
dignitari della Chiesa che si succedettero nel priorato fino al 1544.
Costretta a chiedere la protezione del Duca di Urbino Guidubaldo I per garantirsi
meglio dalle minacce del perugino Baglioni, Valfabbrica rimase sotto il dominio
del ducato urbinate fino ai primi decenni del secolo XVII.
Nel 1624 si pose sotto la protezione della Chiesa, quando Francesco Maria della
Rovere dette le proprie terre al Pontefice, per rimanervi fino al 1860.
Casacastalda, di origine longobarda, annessa al Comune di Valfabbrica, ebbe
notevole sviluppo nel primo medioevo. Ancora oggi è suggestiva con le
mura di cinta ed il centro storico.
I principali monumenti sono: le due torri munite di merlatura guelfa che rappresentano
i resti più cospicui dell'antico castello; il Castello di Casacastalda
di antichissime origini (secolo VII); la chiesa di Santa Maria dell'Olmo che
sorge a Casacastalda (sec. XV); la Chiesa parrocchiale di Casacastalda (sec.
XV) dove si può ammirare un bel trittico autografo su tavola di Matteo
da Gualdo.