
Rinascimento in Umbria
.: Uno dei momenti che ha reso "universale" il ruolo dell'Umbria
nella cultura nazionale ha coinciso con l'attività di Pietro Vannucci
detto "il Perugino" e della sua scuola.
La vicenda del Perugino si identificò con la creazione di uno stile
destinato ad avere un'immediata propagazione attraverso la sapiente organizzazione
della bottega che vide tra i suoi protagonisti anche il giovane Raffaello.
Episodio emblematico della nuova maniera del rappresentare fu la decorazione
del Collegio del Cambio a Perugia (1498-1500), tra i massimi capolavori
del Rinascimento italiano e inesauribile repertorio figurativo di quello
stile "Perugia '500".
Non soltanto moduli figurativi e soluzioni compositive di quel ciclo costituiranno
infatti un indiscusso modello di riferimento, ma soprattutto il ricchissimo
modello ornamentale offrirà formule per la sua applicazione decorativa
nell'intaglio, nell'intarsio ligneo, nei tessuti e soprattutto nella maiolica.
In quest'ultimo settore vennero precocemente introdotti sistemi ed elementi
decorativi cui Perugino e Pinturicchio avevano dato un'ampia codifica. Riaffiorano
le ceramiche di Deruta già esistenti, si presume già dal 1100,
con la produzione di piatti, vasi, ma anche di pavimentazioni in maiolica,
esempio tipico di pavimentazione si ha nella Cappella Baglioni di Spello
(1566).
Numerosi altri centri risentono nel rinascimento di questo fervore artistico,
Gubbio dove la produzione pregiatissima di maioliche per il lombardo Giorgio
Andreoli che, trasferitosi in Umbria diede vita ad una fiorente bottega
rinomata nell'uso del lustro e permeabilmente riceettiva alle influenze
di Urbino. L'influenza rinascimentale della scuola del Perugino arriverà
fino all'Ottocento. L'Accademia perugina si qualificò come luogo
istituzionalmente deputato alla elaborazione della nuova poetica e punto
di riferimento per tutti gli artisti, non solo italiani, che in Umbria cercavano
motivi di ispirazione in un paesaggio denso di memorie storiche e di suggestioni
mistiche. C'è da sottolineare però che in questo periodo fino
alla fine del Settecento, l'Umbria ormai completamente assoggettata allo
Stato Pontificio, rimase ai margini della storia italiana.
Ci furono guerre, travagliate lotte intestine o di rivolta contro lo Stato
Pontificio che percorsero la regione in lungo e in largo. Nel 1540 i Perugini
levarono in armi contro la Chiesa per un'imposta sul sale (Guerra del Sale),
rivolta soppressa duramente nel sangue da papa Paolo III che fece poi radere
al suolo le dimore dei Baglioni e su cui fece erigere, poco dopo, La Rocca
Paolina a Perugia, ancor oggi testimonianza di quell'epoca.
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