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Le figure femminili della preghiera in Umbria
.: In questa terra che da secoli è di diffusa spiritualità,
l'immagine legata ai valori della pace, della preghiera e del raccoglimento
mistico ha messaggi che si espandono per luoghi dedicati a coloro che resero
la propria esistenza una viva testimonianza d'amore, come le tante straordinarie
figure femminili.
Santa Chiara di Assisi nacque nel 1193 da una nobile famiglia
e la sua nascita fu annunciata dalla madre, secondo tradizione. Un ruolo
fondamentale ebbe nell'educazione della santa la figura della madre. Fu
l'unica donna ad andare in Terra Santa al seguito dei Crociati anche se
la vicenda umana e spirituale è indissolubilmente legata a quella
di San Francesco. Fu infatti Francesco che il 18 marzo 1212 alla Porziuncola,
la vestì del saio francescano e, consacrandola alla penitenza la
consegnò personalmente alle suore benedettine di San Paolo a Bastia
e dopo il loro rifiuto per timore delle rappresaglie del padre, San Francesco
la condusse a San Damiano dove visse tutta la sua vita. Nel 1215 Francesco
di Assisi fondò la prima regola dell'Ordine delle Clarisse. Santa
Chiara ebbe la stima e il rispetto dei papi Innocenzo IV prima e del Cardinal
Rainaldo (poi Papa Alessandro IV), che si recarono persino a visitarla per
poterla conoscere. Santa Chiara aveva segnato la sua vita in un inno alla
umiltà, alla semplicità alla carità e al rigore nell'osservanza
degli insegnamenti del Cristo. Muore l'11 agosto 1253.
Beata Angela da Foligno nasce nel 1249, figura di grande
impatto fascinoso per la sua vita che per i primi anni si svolge mediocre
e segnata dal peccato. Muta radicalmente nel 1285 quando avviene la "conversione"
al Vangelo. In seguito alla morte del marito , dei figli e della madre,
ella abbraccia la regola del Terz'ordine francescano e comincia il cammino
di penitenza che la spinge a liberarsi di tutti i beni dandoli ai poveri
e ponendo la propria vita al loro servizio fino alla sua morte nel 1309.
Santa Veronica Giuliani nel 1677 a soli diciassette anni
prende il velo ed entra tra le Clarisse del convento di Città di
Castello, in Val Tiberina santificandosi nel silenzio e nell'umiltà.
Il suo noviziato è arduo e spesso viene torturata da Satana e, devota
alla Passione ha la fronte piagata da una corona invisibile. All'età
di 37 anni riceve la Stigmate alle mani, ai piedi ed al fianco. Muore nel
1727 dopo 33 giorni di malattia. Dopo morta il suo corpo mostrava ancora
i segni delle stigmate e all'autopsia il cuore appariva trafitto da parte
a parte. Fu beatificata nel 1804 e canonizzata nel 1839, viene festeggiata
il 9 luglio.
Santa Chiara da Montefalco è un'altra straordinaria
figura femminile che nasce nel 1269. Fin da bambina è attratta dalla
preghiera e dalla contemplazione di Gesù e della sua Via Crucis tanto
che a sei anni entra nel reclusorio dove anni prima si era volontariamente
"rinchiusa" la sorella Giovanna. Alla morte della sorella dopo
quindici anni di vita claustrale, Chiara viene eletta Badessa del Convento
di Santa Croce e viene unita a Gesù nel dolore, tanto che dopo la
morte, avvenuta all'età di trent'anni, si videro impressi sul suo
cuore i segni della Passione, per questo è nota come Santa Chiara
della Croce.
Beata Giovanna da Orvieto nasce nel 1264, a vent'anni vestì
l'abito domenicano opponendosi al disegno dei parenti, che a sua insaputa
l'avevano promessa sposa ad uno giovane nobile e ricco. Vive nell'ordine
domenicano fuori dalla clausur e, quando muore all'età di 42 anni
dal suo corpo si sprigiona un soave odore di gigli e viole a significare
la sua purezza ed umiltà.