Scheggia e Pascelupo (Pg)
.: Due piccoli e deliziosi paesini in un unico comune. Il territorio montuoso
e boscoso di Scheggia fu abitato fin dall'antichità dal popolo degli
Umbri, che trovarono in questa zona la collocazione ideale per il Tempio
Iovis-Penninus, divinità agreste, venerata da loro.
"Ad Ensem", che è sicuramente il nome più antico
di Scheggia, fu ben presto "Mutatio" (Stazione Postale) poichè
il passo che permetteva di scavalcare gli Appennini era uno dei più
agevoli fra tutti. Durante le feroci guerre che si svolsero tra i Goti ed
i Bizantini (532-552 d.C.) fu rasa al suolo e la sua popolazione si disperse
nei "luci" (boschi sacri). Boschi che nei secoli precedenti erano
stati luogo di culto del popolo Umbro. Per porre freno alle incursioni Longobarde,
i Bizantini, quasi certamente, costruirono sulle rovine della Stazio Romana
il Castello di Luceoli. La sua edificazione deve essere fatta risalire all'inizio
del secolo XI. Il nuovo centro fu chiamato ''Schiza'' (scheggia vocabolo
greco) dagli abitanti del luogo che risentivano ancora dell'influsso dell'Impero
Bizantino.
Da vedere: l'Abbazia di Santa Maria di Sitria (sec. XI) che sorge nelle
vicinanze di Scheggia; l'Eremo di Sant'Emiliano in Congiuntoli, fondato
da San Romualdo nel sec. XI, oggi il complesso consta di una chiesa e di
una serie di locali usati come abitazioni rurali; il Santuario di Monte
Calvario (sec. XVII) che custodisce all'interno un Crocefisso in legno del
'500 e sorge sul colle omonimo che sovrasta Scheggia, amena località
di soggiorno estivo dove è possibile fare suggestive escursioni nelle
frazioni e sul Monte Cucco.
.: Parlando di Pascelupo, è uno straordinario avamposto fortificato
del formidabile comitato eugubino, prima, e del ducato d’Urbino, poi,
Pascelupo assolse sempre, ed egregiamente, alla funzione di baluardo a guardia
e difesa del territorio orientale del comune medioevale di Gubbio e di quello
meridionale dello Stato d’Urbino a datare dall’anno 1396, cessata
la dominazione diretta da parte del Comune medioevale di Gubbio, il vetusto
«castello murato», a pianta circolare di Pascelupo entrò
sotto la sfera d’influenza dei Conti di Montefeltro
La "statio romana Ad Ensem" divenne un castello nel 927. Federico
I Barbarossa concesse nel 1155 a Gubbio la giurisdizione su Scheggia che
rimase nella sua orbita per tutto il medioevo e poi, insieme a Gubbio, divenne
parte del Ducato di Urbino, con i Duchi di Urbino succeduti ai Montefeltro,
finché non passò sotto lo Stato della Chiesa, dopo l’estinzione
dei Della Rovere.
Lungo la Via Flaminia vi sono i resti di un Tempio Romano dedicato a Giove
Pennino (Appenninico). Nella parte nord-est del suo territorio si trovano
numerose abbazie benedettine e camaldolesi: l’Eremo e Badia dei SS.
Emiliano e Bartolomeo a Congiuntoli, costruita nel 1286, interno a due navate
divise da alti pilastri ottagonali, mentre la chiesa primitiva è
costituita da un unico vano con volta a botte; nei pressi di Isola Fossara,
nella valle del fosso Artino, sorge l’Abbazia di S. Maria di Sitria,
fondata all’inizio del XI sec. da S. Romualdo, la chiesa romanica
attuale, risalente al XII-XIII sec., ha un’unica navata con volta
a botte e un presbiterio rialzato con la cripta sottostante sorretta da
un unica colonna romana con capitello corinzio; nei pressi di Pascelupo,
sul ripido versante del fosso di Rio Freddo, alla base di un anfiteatro
di altissime pareti di roccia calcare, sorge l’Eremo di San Girolamo.
Notizie utili:
.: Abitanti: 1.600 (scheggini)
.: Superficie Kmq: 63,95
.: Altezza s.l.m.: 580 m.
.: Distanza da Perugia: Km. 52
.: Prefisso telefonico: 075
.: C.A.P. 06027
.: Str. Ferr. FS a Fossato di Vico a Km. 15
.: Autostrada A1 (Firenze - Roma) provenendo da Roma uscita Orte poi proseguire
su S.S. Flaminia direzione Spoleto-Foligno.
Provenendo da Firenze uscita Valdichiana poi proseguire su Superstrada E45
in direzione Perugia-Cesena.
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