Stefano Borgia
Stefano Borgia nasce a Terni nel 1949, dove inizia la sua attività
artistica presso lo studio del nonno Giovanni Professore di Disegno Navale.
La prima mostra ufficiale avviene al Palazzo dei Priori nel 1980, da allora
ha effettuato diverse personali:
Loano (Sv), Torino, Ferrara, Corciano, Agello (Pg), Sansepolcro (Ar), Gubbio
(Pg), Assisi (Pg), Roma, Perugia, Spello (Pg).
Ha frequentato il corso di nudo presso l'Accademia di Perugia con il Professor
Orfei.
Si è cimentato anche in installazioni. Nel 2000 ha organizzato alla
Rocca Paolina di Perugia la Mostra dedicata a Giordano Bruno dal titolo
"Ombre delle Idee", nella quale ha coinvolto le due Accademia
di Belle ARti di Perugia e di Napoli.
Accademico di merito della Accademia di Belle Arti di Perugia, diverse testate
giornalistiche si sono occupate di lui, compresa la Rai.
Accompagna le sue mostre con scritti personali fino a trasformarle in piccoli
eventi dove intervengono musica, filosofia, mimo, danza come a Spello nell'anno
2004 (Intervento con Installazione "Utopia" presso l''Associazione
Wundermkammer e la Personale a Villa Fidelia patrocinata dalla Provincia
di Perugia presentata dal concerto del Professor Fernando Grillo al contrabbasso
solista.
Interessante e significativa la sua mostra ad ottobre 2005 presso la Casa
Editrice Volumnia intitolata "Contaminazioni", da qui la sua attuale
ricerca tra diversi materiali e diverse filosofie, traendo ispirazione in
ogni disciplina, dalla matematica alle religioni, dalla musica Jazz al silenzio
del Monastero buddista di Pomaia, sino ai riti esoterici e tribali in particolar
modo interessato all'animismo africano, segue una ricerca di sintesi attraverso
un percorso iniziatico personale, dal quale scaturiscono in modo robusto
due segni che si ripetono nella sua figurazione geometrica e non, il Ramo
nella sua biforcazione ad Y e un quadrato dentro ad un altro quadrato.
Alcune sue opere possono ammirarsi presso la Galleria Artemisia di Perugia.
Tratto da Contaminazioni, il giardino Zen di casa nostra
.: Ricercare le connessioni, territori di confine, le affinita’ e
le opposizioni, le risonanze,i riflessi….Contaminare i linguaggi,
ibridare conoscenze e competenze, sperimentare… esprimere. La contaminazione
tra materiali, tra l’ uso interdisciplinare della tecnica: grafica,
pittorica, materica, scultorea etcc..La contaminazione tra filosofie, religioni,
pensieri diversi; la contaminazione tra idee che appartengono all’
immaginario e quelle che appartengono alla politica; la scelta di immagini,
che oscillano tra il simbolo e il semplice segno; l’ utilizzo diverso
di stati d’ animo per operare pittoricamente, dalla meditazione all’
azione, dalla materia allo spirito. Solo la consapevolezza della molteplicita’
del singolo puo’ farci capire la molteplicita’ delle culture,
dei modi di pensare, delle associazioni mentali, che in paesi diversi avvengono
in modo diverso; delle memorie collettive che gravano, integrano e formano
le memorie singole .
Ognuno ha il suo giardino, “ il giardino zen di casa nostra..”,
dove collochiamo i nostri pensieri , gli oggetti che ci servono per mantenere
in ordine la nostra mente.., gli oggetti che conserviamo per mantenere vivo
cio’ che vogliamo dei nostri odori, dei nostri sentimenti, dei nostri
ricordi, dei nostri sensi. Quel giardino a cui ci accostiamo con un rituale
che è solo nostro e di cui abbiamo bisogno nel bene e nel male. Così
può diventare giardino oltre che un vaso di sabbia, come per lo zen,
anche la parete di una stanza, un tavolo, una tela, un foglio, un pavimento.
Collochiamo oggetti materiali in determinati luoghi sapendo che deve essere
così, ma non sappiamo precisamente il perché. Forse è
qui la bellezza, in questi atti della nostra vita quotidiana, che rappresentano
l’ unicita’ della nostra esistenza umana.
Tratto da L'altalena dell'Anima
.: Utilizzo e traccio linee di forza, che non si chiudono in sé,
non si spengono, ma si espandono, fuggendo dall’ opera verso punti
che non si incontrano nello spazio.Il rosso, il bianco, il nero trasmettono
il njama non solo con il richiamo dei loro significati segreti, ma anche
con la distribuzione del loro peso e la forza della materia.Uso la vernice
il cui corpo entra in contrasto con la dolcezza della carta, creando una
“vibrazione dell’ anima”. Trasferisco il colore sulla
carta con una “action” trattenuta-consapevole-guidata, trattenendo
quasi il respiro, come avviene nella meditazione, che non è passiva,
ma attiva.
L’ azione del corpo, della mano, con atto determinato, ma teso e attento,
trasferisce, usando una bacchetta, la vernice sul supporto di carta.
La tensione si trasmette pacatamente, alla ricerca di una sintesi significante,
sulla/nella materia, dove dialoga con gli spazi e le campiture, volutamente
lasciate intonse, candide.
La forza non esplode, ma e’ trattenuta in modo che l’ energia
vitale non si esaurisca e resti sulla superficie come un tremito suggerito.
Le parole scritte a matita confermano associazioni mentali non direttamente
collegate con il segno ed entrano a pieno diritto nella composizione, come
se fossero della stessa materia della vernice e del collage.
Negli spazi l’ assenza del segno e’ anche presenza.
Informazioni utili
.: Stefano Borgia lavora a Perugia in Via Bonazzi, 9
Tel. +39.075.5750211 - +39.075.5051066
Mob. +39.347.4866671
.: Studio d' arte - tel.+39.075.5723839
stefanoborgia@hotmail.it
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