Home .: Per saperne di più... : Le Tavole
eugubine
Le Tavole eugubine
.: Le Tavole eugubine sono custodite all'interno del Museo Civico nel Palazzo
dei Consoli a Gubbio.
Furono trovate nel 1444 nei dintorni di Scheggia, o come altri affermano,
presso il Teatro Romano da certo Paolo Gregorio che nel 1456 le cedette
al Comune di Gubbio in cambio di un diritto di pascolo.
Le Tavole eugubine sono sette lastre di bronzo di diversa grandezza, alcune
(quattro interamente e una in parte) scritte in alfabeto umbro derivato
dall'etrusco, altre (parte della quinta, la sesta e la settima) in alfabeto
latino. In tutte le tavole però la lingua è umbra e il contenuto
essenzialmente di carattere religioso.
Le tavole si riferiscono ai culti, all'ordinamento, alle cerimonie religiose
della comunità iguvina e delal confraternita dei fratelli Atiedii.
Tra i culti è ricordato quello della Triade Grabovia, composta da
Giove, Marte e Vofione.
Queste tavole, che sarebbero state incise in parte nel II sec. a.C. (quella
in alfabeto umbro) e in parte tra la fine del II e gli inizi del I (quelle
in caratteri latini, ma che riportano un testo più antico), sono
il documento epigrafico principale della lingua umbra e hanno una straordinaria
bibliografia, la prima parziale edizione è del 1520.
Per quanto riguarda la scrittura: alcune (1°, 2°, 3°,4°, 5°a) sono scritte
con grafia etrusca "adattata" che possiamo definire "lingua ikuvina"; altre
(5°b, 6° e 7°) sono scritte in alfabeto latino. Le prime sono databili tra
il 250 e il 150 a.C. mentre le seconde tra il 150 e il 70 a.C. Comunque
i testi che le Tavole riportano sono molto più antichi rispetto all'epoca
del loro trasferimento su bronzo.
Le Tavole sono copia, ridotta, di testi che erano conservati negli archivi
della confraternita "Atiedia" (un'associazione costituita da cittadini eccellenti
della comunità Ikuvina), trascritti su bronzo per essere resi resistenti
nel tempo: esse rappresentavano una specie di "breviario" redatto ad uso
del sacerdote. Durante il Rinascimento ebbe inizio lo studio della loro
lingua che è ancora in atto ai nostri giorni! Sarebbe lunghissimo l'elenco
degli studiosi, italiani e stranieri, che si sono impegnati nell'interpretazione
delle Tavole Eugubine: citiamo i più noti: Stefano da Cremona, Filippo Buonarroti,
Scipione Maffei, Prosdocimi, Devoto, Ancillotti, Cerri. Anche se la Lingua
Ikuvina non ha nulla a che vedere con la lingua degli Etruschi, la decifrazione
della scrittura etrusca si è a lungo basata sullo studio di queste Tavole.
L'alfabeto delle Tavole di Gubbio è costituito da 14 consonanti e
4 vocali (manca la "O"), la lettura avviene da destra a sinistra.
Informazioni
.: Le Tavole eugubine sono custodite all'interno del Museo Civico del Palazzo
dei Consoli
Piazza Grande - Gubbio
Tel.+39.075.92.74.298