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Monti Sibillini

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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini

.: Complesso montuoso antico e magico, denso di civiltà e di leggende, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini copre su una superficie, divisa tra Umbria e Marche, di 17.790 ettari di Area Protetta e comprende l'Alta Valnerina e i comuni di Norcia, Preci.
In cima alla Valnerina, nel cuore del Parco si può ammirare un paesaggio di grande spettacolarità: i piani carsici di Castelluccio, grandioso anfiteatro sovrastato dalle cime più alte della regione, tra cui quelle del Redentore. Grandissimo interesse naturalistico si ha per l'area della Macchia Cavaliere, dove sopravvivono specie altrove estinte ed una ricca vegetazione palustre.
Le ricchezze e l'integrità biologica del Parco (sono state censite circa 1800 specie botaniche), ne fanno un comprensorio spettacolare e unico nel continente europeo. Gole e improvvise pianure, rendono caratteristico il corso del fiume Nera che incide una delle più belle e selvagge valli appenniniche, disseminata di ponti, mulini, torri, castelli e piccoli borghi fortificati, a testimonianza della millenaria storia della colonizzazione di questa terra impervia e difficile.
Un territorio dove la magia della natura, la storia e la cultura locale hanno contribuito a definire una realtà unica ed irripetibile.
Tra le decine di vette che superano i 2.000 metri di quota spiccano il Vettore (2476 m.), il Monte Sibilla (2.175m.), la cima del Redentore (2448 m.), il Monte Priora (2332 m.), il Monte Argentella (2200 m.).
Dall' asse principale della dorsale appenninica degradano un versante orientale, caratterizzato da valli strette e orientate a nord (le valli dell'Aso, del Tenna e dell'Ambro), e un versante occidentale in cui si rilevano tre caratteristiche depressioni ad alta quota denominate i Piani di Castelluccio
1800 sono le specie floristiche presenti, tra le quali la stella alpina dell'Appennino, l'anemone alpino, la silene a cuscinetto, il giglio martagone, l'uva orsina, il ginepì e numerose orchidee. Tra le specie arboree ricordiamo la roverella (Quercuspubescens), il carpino nero (Ostrya carpinifolia), orniello (Fraxinus ornus), il cerro (Quercus cerris), il carpino bianco (Carpinus betulus), il castagno (Castanea sativa), il leccio (Quercus ilex), il faggio (Fagus silvatica), l'acero montano (Acer pseudoplatanus).


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