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Piero Dorazio

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Piero Dorazio

Omaggio all'artista padre dell'astrattismo italiano

.: Piero Dorazio si trasferì a Todi nel 1973, nella frazione di Canonica, in un ex eremo camaldolese, che aveva ristrutturato ed era diventato il suo studio e la sua residenza principale. Nella sua villa di Canonica ha più volte ospitato artisti internazionali, intellettuali, personalità varie.
Nato a Roma il 29 giugno del 1927, ha incarnato la ricerca dell'astrattismo italiano da quando nel 1947 redasse il manifesto del "Formalismo-Forma 1", insieme a compagni d'arte illustri, come Accardi, Attardi, Consagra, Sanfilippo e Turcato. Ed è stato fra i maestri italiani più noti all'estero del Novecento. Con "Forma 1" si schierò contro il "realismo socialista" e a difesa dell'arte astratta, sostenendo che "la sperimentazione è esperienza sulla forma". Nel 1948 organizza la prima mostra Nazionale d'Arte Astratta alla Galleria di Roma e nel 1951 alla Galleria Nazionale d'arte Moderna.

I primi anni Cinquanta sono per lui densi di lavoro e di affermazioni. Organizza con Guerrini e Perilli la galleria "Age d'or" a Roma e a Firenze, cooperativa fra artisti per la diffusione di arte e stampa internazionale d'avanguardia. Inizia in quel periodo una serie di quadri bianchi e ricerche tridimensionali con linee e punti in rilievo. Partecipa alla Triennale di Milano con una grande pittura murale collettiva. Nel '52, sempre assieme a Perilli e ad altri organizza la Fondazione Origine" e pubblica la rivista "Arti visive". Dal 1953 si trasferisce negli Stati Uniti, dove frequenta i nuovi maestri, da De Kooning a Rotho, Pollock e Barney Newman, partecipando al "Summer International Seminar" della Harvard University e tenendo una personale alla Wittenborn One-Wall Gallery di New York. Nel 1958 sviluppa un metodo di rappresentazione dello spazio mediante la vibrazione della luce, attraverso un reticolo trasparente di strutture cromatiche sovrapposte. Nel 1959 riceve il Premio Lissone ed espone a Berlino e Hannover. Dal 1960 dirige il dipartimento della Pittura, Scultura e Grafica della School of Fine Arts dell University of Pennsylvania dove insegna come Full Professor fino al 1970.
Quando si trasferisce a Todi, il Comune allestisce una sua grande mostra antologica nella "Sala delle Pietre". Dipinge allora i quadri con le macchie trasparenti e con dei frammenti di linee colorate che danno dinamismo a grandi composizioni di ispirazione impressionista.


Un'ora con l'Autore - Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci - Perugia

.: Venerdì 31 marzo 2006 nella Biblioteca della Fondazione Accademia di Belle Arti in piazza San Francesco al Prato, alle ore 16, nell’ambito dell’iniziativa inaugurata dal nuovo direttore Bruno Ceccobelli, Un’ora con l’Autore, verrà presentato il libro

RIGANDO DRITTO. PIERO DORAZIO SCRITTI 1945-2004 a cura di Massimo Mattioli.

Un doveroso omaggio dell’Umbria all’artista, scomparso nello scorso maggio, che per oltre trent’anni la scelse come residenza e luogo d’ispirazione.
La storia, il mondo di uno dei più grandi astrattisti italiani. 60 anni di coraggiose polemiche in difesa dell’arte, degli amici e del vivere civile. E’ nella scrittura che Dorazio proietta la sua visione etica, la critica alle storture, alla retorica, ai conformismi, il suo impegno per la verità storica, per l’indipendenza e l’originalità della creazione artistica.
Il corpo degli scritti è molto ampio, e anche le modalità narrative sono diversificate, dalle recensioni alle presentazioni critiche, dal vasto epistolario agli articoli di costume, ai testi teorici. Dai primi scritti giovanili, con il grande anelito di libertà, creativa, di pensiero, di critica, agli articoli più giornalistici, incontri a Parigi con i grandi artisti del tempo, Matisse, Mirò, Braque.
Gli anni scritti teorici, dove emergono le convinzioni dell’artista sulla pittura, ma anche sull’architettura e sulla creatività in generale. Gli anni ’50 a New York, con gli scritti sull’arte americana e gli articoli di costume, molto più letterari.
Con la maturità le presentazioni critiche, con un rispetto quasi corporativo per l’artista, fino a raggiungere l’acme con la collaborazione al «Corriere della Sera», negli anni ’80.
Tuttavia rimane forse nell’epistola che lo stile di Dorazio trova il suo luogo naturale, la sua espressione più diretta ed efficace. Uno dei capisaldi del pensiero di Dorazio, fedele alla sua formazione crociana, è l’assoluta autonomia dell’arte dalla conoscenza, il rifiuto dell’idea che l’arte debba veicolare messaggi, di qualsiasi retorica didascalica o allegorica: «la coscienza della separazione netta», ha scritto, «della costante distinzione fra arte e cultura, fra creatività e intelligenza, fra intuizione e ragione, come diceva Croce, è un privilegio di noi artisti, ed è proprio da qui che deve venire la nostra straordinaria autonomia, la nostra intransigenza; e qui ha origine il nostro attaccamento alla libertà creativa e di pensiero... ».

Massimo Mattioli

.: É nato a Todi (PG). Laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Perugia, ha lavorato a Torino come redattore de «Il Giornale dell’Arte». Fra il 1994 e il 2000 ha seguito per diversi periodi gli archivi personali degli artisti Piero Dorazio e Bruno Ceccobelli. Ha collaborato con diverse riviste specializzate nell’ambito artistico, fra cui «Next», «Tema Celeste», oltre al citato «Giornale dell’Arte» e «Arte in», con i quali tuttora collabora. Nel luglio 2005 ha curato, con Antonio Carlo Ponti e Massimo Duranti, la mostra «Omaggio a Piero Dorazio», tenutasi a Corciano (PG). Dal 2005 è Direttore Artistico del Festival «I Primi d’Italia - Arte» di Foligno (PG). Fa parte dello staff di direzione del sito internet «www.exibart.com» e del periodico «Exibart.onpaper», per il quale cura la rubrica «VERSUS».





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